Prefazione Piumetta

Prefazione del dott. Sandro Bondi

Ci sono isole in ognuno di noi. Isole per troppo tempo lasciate da parte e dimenticate, impegnati come siamo a saltabeccare fra impegni, lavori, preoccupazioni quotidiane… eppure quelle isole resistono a tutto, al tempo e alle esperienze, alla stanchezza e alle delusioni, alle nostre fissazioni da adulti e a ciò che crediamo di dimenticare. Ma ogni tanto, quando meno ce lo aspettiamo, un segnale inatteso, un attimo di distrazione dalle fatiche di tutti i giorni, la ricerca di un sogno in cui rifugiarci ci riportano là da dove siamo partiti. Nei luoghi in cui l’acqua è sempre cristallina, il sole splende e fiori colorati sbocciano continuamente: sono le isole della nostra infanzia, i territori della nostra fantasia, le acque trasparenti della nostra purezza.

L’ordine del giorno che ci viene proposto quando approdiamo in queste isole è molto allettante: tornare col pensiero al tempo in cui sedevamo fiduciosi sulle ginocchia dei nostri genitori, golosi di favole e di immagini, curiosi di ogni cosa. Oppure possiamo tornare tra i banchi di scuola, quando ancora la nostra fantasia poteva accendersi facilmente, e per un attimo brillare fino a far risplendere tutto il nostro futuro, che allora non poteva che essere bello. Rivedere nel ricordo il volto dei compagni di corso. Riudire lo scrosciare delle matte risate impossibili da trattenere, solo perché ingigantite dall’effetto trasgressivo che si sprigionava nel serio ambiente in cui si generavano.

Ecco, io credo che ascoltando i racconti di Cecco possiamo dimenticare la serietà a volte ipocrita del mondo degli adulti e sprofondare fra i colori, nuotare nelle acque cristalline, sdraiarci sulla sabbia chiara con un sole che ci accarezza senza scottarci. Sgattaiolando furtivi fra un personaggio e l’altro di questo libro, sorridendo dei dispetti di un folletto, commuovendoci per qualche semplice sentimento mostrato con dolcezza, non possiamo far finta di non sapere che siamo stati bambini, che una parte di noi lo è ancora, e che se siamo fortunati lo saremo sempre in qualche luogo segreto dentro di noi.

Per cui voglio chiudere ringraziando chi, come l’autrice di questo libro, si prende la briga di ricordarcelo.

Buon divertimento a tutti!

Sen. Sandro Bondi